Personaggi precari senza denaro
di Vanni Santoni
Dana
Sarebbe meglio parlare di scomparsa del contante, no? Bof, a me va bene, pago sempre con la carta anche il caffè, a me le tasse le fanno pagare alla fonte, quindi fanculo mo’ le pagate pure voi!…
Marco Smacchia, "Stendi", disegno digitale, 2020
di Vanni Santoni
Dana
Sarebbe meglio parlare di scomparsa del contante, no? Bof, a me va bene, pago sempre con la carta anche il caffè, a me le tasse le fanno pagare alla fonte, quindi fanculo mo’ le pagate pure voi!…
Gina Pane - foto da https://it.qwe.wiki/wiki/Gina_Pane
di Chiara Pirri Valentini
Nel 1939 Gina Pane nasce a Biarritz, elegante località balneare sulla costa basca francese al confine con la Spagna, paradiso per surfisti e amanti delle onde lunghe. Il padre, un restauratore di pianoforti, è italiano, la madre è austriaca. Passa l’infanzia e la giovinezza a Torino, città che resterà per lei molto importante…
Meredith Monk, ph: Armin Linke https://www.meredithmonk.org/support/give/
di Monica Demuru
«Quello che sto provando a fare è una musica che delinea energie per le quali non abbiamo parole. Ci sono esperienze nelle nostre vite che non possiamo nominare; ci sono sentimenti e emozioni per cui non abbiamo nomi, che sono tra le crepe… In queste crepe io lavoro con la voce»…
copertina n17 novantatrepercento.it - Giacomo Verde (La Bandamagnetica 1986), da una foto di Andrea Fabbri Cossarini
di Roberto Castello
Ho conosciuto Giacomo Verde negli anni Novanta e da lì in poi abbiamo fatto un sacco di cose, siamo diventati amici e abbiamo riso molto. Non abbiamo mai fatto vacanze insieme ma, al di fuori dei miei famigliari più stretti, è senza dubbio la persona con cui ho passato più feste comandate – quelle che tutti di solito passano con le loro famiglie…
Verde Giac traduttore e interprete del Direttore Pino Ventoso durante l'inaugurazione del Museo Popolare della Pineta - edizione 2019. Foto di Alessandro Giannetti
di Lello Voce
Quest’intervista è il risultato di tre giorni di intensa discussione con Giacomo, più o meno un quinquennio dopo l’inizio della nostra collaborazione artistica: Giacomo “immergeva” le mie performance poetiche e poetico-musicali nella luce, nei lampi e nei colori delle immagini che realizzava dal vivo, con…
Giacomo Verde in "Siamo asini o pedanti?", 1989, spettacolo della compagnia Teatro delle Albe, foto di Marco Caselli Nirmal
di Marco Martinelli e Ermanna Montanari
Il pensiero, quando pensiamo a Giacomo, corre a quella indimenticabile avventura vissuta insieme quasi trent’anni fa, quando eravamo poco più che trentenni. Avevamo da poco scoperto la Romagna “africana”, avevamo appena debuttato con Ruh. Romagna più Africa uguale, il battesimo delle Albe afro-romagnole: sulla scena mescolavamo…
Olimpia Kutuzova Cafiero
di Martina Guerrini
Milano, seconda metà dell’Ottocento.
Nella stazione ferroviaria una populista russa è in attesa della coincidenza per Bologna. Ha un bagaglio piuttosto fragile: cucita in un asciugamano avvolto attorno alla vita vi è infatti della dinamite, destinata ai moti insurrezionali in Romagna…
Emma Goldman (1901)
di Carlotta Pedrazzini
Nel 1886 a Chicago, in piazza Haymarket, durante un presidio in sostegno dei lavoratori in sciopero, una bomba uccise un poliziotto. In risposta, le forze dell’ordine aprirono il fuoco lasciando a terra, tra morti e feriti, decine di persone…
copertina n16 novantatrepercento.it - foto segnaletica scattata ad Emma Goldman nel 1901 quando fu arrestata perchè accusata di essere coinvolta nell'assassinio del presidente McKinley
di Doralice Pezzola
È difficile, oggi, dire che cosa significhi essere femministe o femministi. Come accade per tutte le battaglie sociali di grandi proporzioni, il cui riverbero si propaga lungo i decenni come un gioco del telefono, i rischi di scivolare in stereotipi, fraintendimenti, banalizzazioni, sono elevatissimi. In un racconto che provi a dire cos’è il femminismo nel 2020, bisogna arrendersi all’idea che le conseguenze stesse del femminismo stanno annodate alle maglie del tempo, delle epoche e delle contingenze che l’hanno attraversato…
Pierre St. Lucie, "La Grande Danse Macabre" (1568), Harris Brisbane Dick Fund, 1923 - Donazione al Pubblico Dominio dal Metropolitan Museum of Art https://www.metmuseum.org
di Danila Blasi
Lo ammetto. All’inizio non riuscivo a capire perché nel mio piccolo mondo della danza, della danza contemporanea in particolare, questa vicenda del coronavirus, con la conseguente mancanza di punti di riferimento (teatri chiusi sì, teatri chiusi no ma con gli spettatori distanziati, teatri chiusi e basta, prove sì, prove no, prove ad un metro di distanza…
Pierre St. Lucie, "La Grande Danse Macabre" (1568), Harris Brisbane Dick Fund, 1923 - Donazione al Pubblico Dominio dal Metropolitan Museum of Art https://www.metmuseum.org
di Valeria Orani
«incidènte: s. m. [uso sostantivato dell’agg. prec.]. – 1. Avvenimento inatteso che interrompe il corso regolare di un’azione; per lo più, avvenimento non lieto, disgrazia»
Chiunque abbia provato nella propria vita un incidente sa che arriva inaspettato, senza preavviso…
James Ensor, "Peste dessous, peste dessus, peste partout!" (1904), collection Museum Plantin-Moretus
di Graziano Graziani
Fragilità. È questa la parola chiave che attraversa in queste settimane l’Italia e buona parte del mondo nel momento in cui tutti dobbiamo fare i conti con il lockdown, con lo stare chiusi in casa, misure necessarie per contrastare l’epidemia di Covid-19. Fragilità che, nel caso del settore delle arti e dello spettacolo dal vivo, si somma alla storica fragilità. Se è facile immaginare interventi ministeriali a sostegno delle strutture ufficiali, riconosciute e censite, che ne sarà dei tanti artisti che vivono di spettacoli che non possono più fare, di laboratori, di attività semiufficiale che è quasi impossibile censire? L’ansia per il futuro è serpeggiata fin da subito nel mondo della danza e del teatro, e non poteva essere che così…